Titolo: Dal mare
Io non mi sento parte di questo mondo,
odori che non sono più gli stessi,
forme che non hanno anima,
che non mi appartengono
nel profondo.
Io non mi sento parte di questo mondo,
dove i vecchi camminano tra la pioggia
con biciclette e ombrelli,
mentre i giovani sono in auto,
comodi, oziosi,
troppo moderni.
Io non mi sento parte integrante
nè del presente fatto di progresso,
nè di un futuro dai presupposti pessimi,
e non mi vedo condottiero di nessuna causa
al di fuori di un senso vivo, tutto mio,
di cambiamento.
Io non mi sento frutto di questo mondo,
che non bada più alle cose semplici,
che si affanna a superare sempre i limiti,
non vedo luce tra questi esseri umani
inebetiti dalla loro finta civiltà,
lontana dai valori.
Io non mi sento figlio di questo popolo,
non mi sento padrone di queste terre,
perché nessuno è padrone di nulla,
e non sopporto più di fare parte
di una società
che si impossessa di ogni cosa,
come fosse sua da sempre...
Io non mi sento parte di un mondo,
in cui non esiste rispetto verso gli animali,
perché ogni forma di vita è vita,
e la madre terra grida ogni giorno
e noi non sappiamo ascoltare,
non vediamo mai nulla.
Dal mare,
un giorno vedrò tutto quanto dal mare,
avrò libere visioni nitide,
mi sentirò parte di un rumore, di un odore,
chiuderò gli occhi consapevole di essere lontano
e mi addormenterò sotto le stelle,
di un cielo che è di tutti.
Dal mare,
un giorno morirò lì accanto,
continuerò a sopravvivergli dentro,
tra le onde, nella risacca della sera,
nell'argento del mattino,
nel profondo.
[ David P. ]
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